"Non serve a niente fare scorte di tonno, rilassati”, le dico.
“Perché?”
“Perché tutto ha qualcosa. La diossina, gli antibiotici, il Cesio, il Plutonio, l’Urina, il Cobalto. Lo scopri sempre dopo. I metalli nell’acqua. Le polveri sottili nell’aria. Il PVC nella pellicola per alimenti”.
“Cos’è il PVC?”
“Non ne ho idea. Comunque adesso non c’è più, ma ci sarà di sicuro qualcos’altro che ora non sappiamo e che tra qualche anno toglieranno per venderti meglio il prodotto, vedrai. Tra un paio d’anni uscirà, che ne so, il Latte Senza Pus!, prima comincerà una marca, farà uscire il suo Latte Senza Pus! prima degli altri e ucciderà il mercato, e allora tutti a fare Latte Senza Pus! e tutti a comprarlo e a fare dapprima i sofisticati, ‘Ah no, io compro solo Latte Senza Pus!, perché il Pus fa male alla fotosintesi dei reni’, ‘Ma il pus è così buono!’, dirà l’altro, e ci saranno quelli che rinunciano al tipico sapore del latte per salvarsi i reni e quelli che invece andranno avanti con il pus dicendo ‘Di qualcosa si deve pur morire’ e si faranno litri di latte con pus come niente fosse e bruschette con il pus spalmabile, e poi il Senza Pus! comincerà a contaminare anche altri insospettabili prodotti, usciranno le Mele Senza Pus! e l’Acqua Senza Pus! e gli Omogeneizzati Senza Pus! e il Pus Senza Pus!, il prodotto senza se stesso, e nessuno si chiederà ‘Sì, ma che cosa ne è di tutto il pus che ci siamo fatti sinora?’, ma questo non sarà un problema, insomma, siamo vivi, se puoi farti una domanda significa che sei vivo, non stare lì a preoccuparti e a rompere. E poi di che hai paura? Della morte? È ridicolo. Aver paura dell’unica cosa che sai per certo che è inevitabile. È come aver paura delle quattro del pomeriggio. Rilassati, Jisus, abbiamo già in corpo la merda necessaria a farci venire un cancro o qualche altra cosa quando sarà il momento, e quando sarà il momento diremo solo ‘ah, il fato’ e non ‘ah, il tonno’”."
— Come diventare il mio cane (via piggyna)
(via pellerossa)
"E’ un amore impossibile” - mi dici.
“E’ un amore impossibile” - ti dico.
Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.
“Di notte” – tu confessi – “io ti penso… Ti penso giorno e notte, e mi domando se stai pensando a me, mentre ti penso.
… La società, le regole, i doveri… ma tremi quando stringo le tue mani.”
“Meglio felici o meglio allineati?”
- Ti chiedo.-
E il tuo sorriso accende il giorno, cambiando veste ad ogni mio pensiero.
“Questo amore è possibile” - ti dico.
“Questo amore è possibile” - mi dici."
— Sesto Aurelio Properzio, Assisi, circa 47 a.C. – Roma, 14 a.C. (via 1000eyes)
(Fonte: tuttoquellocheavevodadirti, via 1000eyes)
Mi sono fatta infinocchiare.